Ci sono persone che meriterebbero il Nobel per la pace, o almeno un cavalierato o una laurea honoris causa. Lavorano nell’ombra quando gli altri dormono, tutte le sante notti, non importa se faccia caldo o freddo. Sono lungo le vie delle nostre città, o nascosti in qualche cortile di periferia. Non cercano gloria o pubblicità. Non hanno un sito internet o una mail, il loro social network è la strada. Non li trovi con Google ma con il passaparola, e ognuno di noi è convinto di conoscerne uno segreto, che sa solo lui, salvo poi accorgersi che ci va mezza città. Comunque loro sono da un lato ammortizzatori sociali come pochi, dall’altro collante indispensabile di una società individualista. Sono piazza, casa, confessionale: sanno allentare le tensioni meglio di un intero corpo diplomatico. Le loro armi non sono la violenza e la costrizione, ma la persuasione della bontà e il sorriso della pancia piena. Non sono volontari, non sono esempi da imitare, ma dal lavoro guadagnano il giusto, e la loro etica è fatta di acqua e farina, lievito, caldo, umidità, muscoli e sudore delle notti d’estate, ore di sonno rubate al piumone quando fuori è freddo e l’aria sa di impermeabili bagnati.

Io vi amo fornai, pasticceri e cornettari notturni tutti, voi fari nelle notti di città, nocchieri di navi in gran tempesta, voi aree di servizio urbane, aperti quando tutto è sprangato, torte sulle ciliegine di qualunque serata andata bene o male, riposo per cuori tormentati e porto sicuro per pance vuote. Voi, genuini come il latte e la farina, sorrisi a mezzaluna come i vostri cornetti, caldi e morbidi come un abbraccio. Voi, che non lavorate in un mulino, non parlate spagnolo, ma siete bianchi di sonno senza sole. Voi che dormite di giorno per non vedere la città vivere senza di voi. Voi, che vendete a un euro la bontà. Voi, che per me ci siete sempre stati senza chiedere nulla in cambio.

Io non vi abbandonerò mai, e se per caso non conosco qualcuno di voi,  mi impegno solennemente a rimediare. Con l’aiuto di chi troverà questa lettera e vorrà raccontarmi il suo posto segreto.

Non lo dirò a nessuno. Promesso.

Paolo

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